La corsa e la maratona come metafora della vita e viceversa

Ci risiamo, sono di nuovo qui a parlare di maratona perchè domenica ci ho riprovato e ancora una volta è stato emozionante come la prima volta, era il 1985 a Calderara di reno. Tagliare quel traguardo non può che generare (almeno in me ) emozioni per le quali capisci che è valsa la pena di intraprendere una preparazione, in questo caso, in piena estate con alzatacce alle 5 di mattina per fare i lunghi e tutto il resto, quando ti prefiggi un obbiettivo di questo genere sia che tu corri tra i primi o corri tra gli ultimi è come se di fronte a te ci fosse una montagna da scalare, hai una tabella da seguire, il tuo impegno deve essere costante quasi giornaliero, non puoi lasciare spazio al relax o alla voglia di staccare per via del caldo o di altro, ci sono sacrifici e vari step che devi raggiungere day by day, il tuo fisico e la tua mente sono messi alla prova e quanti km devono percorrere le tue gambe per essere pronte ,sperando sempre di non avere inconvenienti muscolari o di altro genere per non dover buttare alle ortiche tutto quello che hai fatto fino a quel momento. Magari un’occhiata all’alimentazione vogliamo darla….? Poi c’è il timore di non finirla, si perchè partire per una maratona vuol dire affrontare un viaggio che può anche riservarti difficoltà inaspettate, non è una gara normale,ma quando arrivi sotto lo striscione d’arrivo tutto ti è chiaro capisci che tutto ciò che hai fatto valeva la pena di farlo e per quanto mi riguarda tutto ciò è generato dall’amore per questo sport che mi accompagna da più di 40 anni. La corsa e la maratona in particolare come metafora della vita e viceversa ” lottare per un obbiettivo sportivo ” è quasi un percorso educativo o interiore oltre che fisico, ricordate la montagna da scalare? Quante volte nella vita come nello sport il percorso è irto di ostacoli, a volte si cade, attraversi momenti belli e momenti nei quali rischi di non farcela e poi ” forza e coraggio ” ti rialzi, ci sono momenti in cui lotti con tutto te stesso ci sono persone che ti aiutano e ti stimolano altre che ti creano ostacoli ma alla fine ci sei tu solamente tu su quel rettileneo sotto quello striscione e allora la corsa diveta una palestra per incrementare le nostre capacità per affrontare il mondo. Ogni corridore potrebbe ricordare nel suo vissuto tra le sue esperienze quella volta che ha applicato strategie e risorse che poi in altri momenti lontani dallo sport ha impiegato attingendo magari dal proprio modo di superare le difficoltà e gli sforzi durante le gare o le uscite di allenamento. Non si tratta soltanto di un corpo che viene allenato, ci sono anche una testa che funziona e un cuore che prova emozioni e stati d’animo nel tempo la sinergia può portare una persona a sentirsi sempre meglio. La maratona di domenica aveva la sua linea d’arrivo dentro al parco di levante a Cesenatico dove guarda caso io vado ad allenarmi , questa estate ho attraversato tante volte quella “linea” e ogni singola volta ho pensato se e quando ci fossi arrivato come sarebbe stato e l’emozione che avrei provato ma una gara come la maratona porta con se molte incognite e basta poco per fare andare tutto storto ad esempio sabato quando sono andato a ritirare il pettorale era caldissimo con un tasso di umidità che faceva sudare gli uccellini sugli alberi inoltre Cesenatico era infestata da sciami di formiche volanti super agressive…non posso negare che ero seriamente preoccupato,il giorno dopo però tutto è cambiato qualcuno dall’alto ha voluto proteggere un po le anime indomite di quasi 400 maratoneti…..Sono sicuro che scriverò altre volte di maratona e vi tedierò con le mie storie…sopportatemi.

Avoi piacendo alla prossima -Italo-

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